San Michele, Castelrotto

San Michele, Castelrotto

Chi esce da Castelrotto percorrendo la strada principale in direzione della Val Gardena, raggiunge automaticamente, dopo circa tre chilometri, la frazione di San Michele. Il borgo si trova sotto al Passo Pinei ad un'altitudine di circa 1.200 metri sul livello del mare e offre una vista eccellente su Castelrotto. Data la sua ubicazione ai piedi del Passo Pinei, San Michele costituisce il confine spaziale e linguistico tra l'Altopiano di Castelrotto e la Val Gardena.

La vicinanza alla Val Gardena ha fatto sì che qui il ladino – una lingua retoromanza - veniva parlato ancora verso la fine del XVI secolo, mentre nelle altre località dell'Altipiano dello Sciliar la germanizzazione era già terminata da tempo.

San Michele è il classico esempio di un insediamento sparso. Le poche case e fattorie dei circa 340 abitanti (al 31 dicembre 2016: 341 abitanti) di San Michele sono ampiamente sparse sul territorio di questa frazione. Una chiesa e la locanda di fronte alla chiesa formano il centro di San Michele. Per il resto il borgo è circondato da lussureggianti prati verdi. I turisti che scelgono S. Michele come meta per le loro vacanze, possono approfittare dell'offerta di posti letto presso la suddetta locanda situata dirimpetto alla chiesa. La locanda porta il nome del borgo ed è inoltre da raccomandare anche dal punto di vista culinario. Anche l’Hotel Baumwirt, situato direttamente sulla strada principale, offre alloggi ed è anch’esso consigliabile dal punto di vista gastronomico.

La storia di San Michele

Il borgo di San Michele vanta una lunga storia, nonostante sia relativamente piccolo. Già i primi documenti storici del comune di Castelrotto testimoniano – come evincibile dal registro del comune – del precoce insediamento di questo borgo.

Nei tempi in cui il tribunale regionale si trovava ancora sotto la giurisdizione di Castelrotto, molti masi di San Michele erano tenuti a prestare servizio per tale corte. Tali servizi includevano anche mansioni difficilmente immaginabili dal punto di vista odierno. Il Mesnerbauer, ad esempio, doveva svolgere i compiti di un ufficiale giudiziario. Uno di questi compiti era anche quello di accogliere presso di sé i prigionieri nonché di legarli e punirli, ove necessario. I Ritschbauer fungevano da scorta armata dei prigionieri durante il loro cammino verso il Malsiner. Al Malsiner spettava infine il compito di giustiziare i prigionieri con una spada. I contadini che eseguivano tali spiacevoli compiti venivano tuttavia esonerati dall’annuale versamento di tributi in natura.

La chiesetta di S. Michele

La chiesetta di S. Michele prende il nome da San Michele Arcangelo. S. Michele era il santo patrono preferito degli ottoniani. Gli ottoniani erano in effetti dei Liudolfingi, ai quali venne assegnato questo nome dopo l'incoronazione imperiale. Essi regnarono nel periodo dal 919 al 1024. Si presume pertanto che la chiesetta abbia alle spalle un pezzo di storia eccezionalmente lungo.

La chiesetta di S. Michele è ancora oggi relativamente ben attrezzata. Sul suo muro esterno sono stati portati alla luce dipinti risalenti al XV secolo. Gli affreschi all'interno della chiesa risalgono al XVIII secolo. Che la chiesetta di S. Michele sia ancora oggi ben attrezzata, è dovuto al fatto che veniva volentieri visitata quale punto di ristoro quando i defunti delle “Welschen Malgreien” (frazioni di lingua romanza) venivano condotti al cimitero della chiesa parrocchiale.

L’areale delle feste nel boschetto di San Michele

Tutti coloro che hanno assistito “dal vivo” all'esordio della grande carriera del gruppo musicale Kastelruther Spatzen serbano certamente un vivo ricordo delle feste celebrate nel boschetto di San Michele. I Kastelruther Spatzen hanno suonato qui ogni 15 agosto dalla fine degli anni '80 fino all'inizio degli anni '90. Nel 1991 la festa nel boschetto di S. Michele è stata addirittura oggetto della prima produzione video dei Kastelruther Spatzen dal titolo “Wenn Berge träumen” (Quando le montagne sognano).

Il boschetto di San Michele è ancora oggi il luogo in cui vengono celebrate le feste di questo borgo, poiché offre condizioni ottimali per tali occasioni.

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