Umes

Umes, una frazione di Fiè allo Sciliar

Umes è una frazione del comune di Fiè allo Sciliar situata nella parte altoatesina dell’Altipiano dello Sciliar. Per raggiungere Umes in auto si deve prendere l'uscita in direzione est della rotatoria stradale di Fiè allo Sciliar e seguire quindi la strada fino a Umes. La frazione di Umes è situata a sud-est della località principale di Fiè allo Sciliar e ad est di Presule, ossia della frazione di Fié allo Sciliar nella quale si trova l’omonimo Castel Presule. Umes e Presule sono separate l’una dall’altra dal Rio Sciliar, il quale scorre e divalla dalla zona della Malga Sessel fino alla Valle Isarco.

A Umes vivono circa 200 dei quasi 3.500 abitanti del comune di Fiè allo Sciliar. Il nome tedesco di Umes è “Ums”. Umes si trova a un'altitudine di circa 930 metri sul livello del mare. La zona abitata di Umes si estende tuttavia fino alle alture del Massiccio dello Sciliar. Le malghe dello Sciliar e i noti Rifugi Bolzano sono infatti compresi nel territorio di Umes.

Chi visita Umes si accorge ben presto che questo è un borgo molto tranquillo e originale. Sembra quasi che qui il tempo si sia fermato. Umes offre condizioni ideali agli ospiti che cercano soprattutto tranquillità e relax e desiderano voltare le spalle alla vita di tutti i giorni.

Direttamente all'ingresso del villaggio si trova l'edificio della vecchia scuola, il quale ospita adesso il corpo dei vigili del fuoco volontari fondato nel 1907. Qui è presente anche un parcheggio utilizzabile dagli ospiti, dai visitatori del luogo nonché dagli escursionisti. Umes è infatti anche un ideale punto di partenza per meravigliose escursioni nei suoi dintorni. Pressoché al centro di Umes si trova la fontana del paese risalente al 1984. Una panchina accanto alla fontana invita i visitatori a soffermarsi. Sulla panchina è applicata una targa che rimanda al motto di vita di Samy Molcho, il pantomima che all'età di 51 anni ha lasciato il palcoscenico per fondare una famiglia. Il motto di vita “Riconosci chi sei, guarda da dove vieni e domandati dove vai” è un detto appropriato per questo luogo, poiché qui accanto alla fontana e nella tranquillità di Umes si può certamente ponderare positivamente sul significato della vita.

Chiesa di San Martino

La chiesa della frazione si trova direttamente lungo la strada del villaggio. La chiesa è stata consacrata a San Martino ed è una chiesa succursale della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Fiè allo Sciliar. La chiesa di San Martino si trova qui solo dal 1610. Una prima chiesa – oggi non più esistente – venne menzionata per la prima volta nel 1326 e andò distrutta nel 1585 a seguito di una frana. Alcune parti della prima chiesa sono state tuttavia integrate nella chiesa attuale. Della prima chiesa sono per esempio ancora presenti l'ingresso e il portale ad arco a sesto acuto.

Escursioni da Umes

Data l’eccellente posizione di questa frazione, molti abitanti del luogo e visitatori dell'intero Altipiano dello Sciliar scelgono Umes come punto di partenza per le loro escursioni nel circostante mondo alpino delle Dolomiti. A tal fine si consiglia di parcheggiare l'auto nel parcheggio sito all'ingresso del paese. Da qui si possono intraprendere magnifiche ed emozionanti escursioni, ad esempio sul Massiccio dello Sciliar – l’emblema dell'Alto Adige – nonché sul monte Cavone o anche fino ai Rifugi Bolzano. Sia dal Massiccio dello Sciliar sia dal Monte Cavone si può godere uno spettacolare panorama spaziante su vicini e distanti paesaggi. A coloro che desiderano intraprendere escursioni o passeggiate un po' più agevoli consigliamo il sentiero circolare attorno a Umes o il sentiero che porta al laghetto di Fiè.

Frazioni di Fiè allo Sciliar

Oltre a Umes, il comune di Fiè allo Sciliar comprende 13 ulteriori frazioni: Fiè di Sopra, Fiè di Sotto, S. Costantino, S. Antonio, Peterbühel, Novale di Fiè, Novale di Presule, S. Caterina, Presule, Aica di Sopra, Aica di Sotto, Passo e Prato all'Isarco.

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Apache2 Debian Default Page: It works
It works!

This is the default welcome page used to test the correct operation of the Apache2 server after installation on Debian systems. If you can read this page, it means that the Apache HTTP server installed at this site is working properly. You should replace this file (located at /var/www/html/index.html) before continuing to operate your HTTP server.

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Configuration Overview

Debian's Apache2 default configuration is different from the upstream default configuration, and split into several files optimized for interaction with Debian tools. The configuration system is fully documented in /usr/share/doc/apache2/README.Debian.gz. Refer to this for the full documentation. Documentation for the web server itself can be found by accessing the manual if the apache2-doc package was installed on this server.

The configuration layout for an Apache2 web server installation on Debian systems is as follows:

/etc/apache2/
|-- apache2.conf
|       `--  ports.conf
|-- mods-enabled
|       |-- *.load
|       `-- *.conf
|-- conf-enabled
|       `-- *.conf
|-- sites-enabled
|       `-- *.conf
          
  • apache2.conf is the main configuration file. It puts the pieces together by including all remaining configuration files when starting up the web server.
  • ports.conf is always included from the main configuration file. It is used to determine the listening ports for incoming connections, and this file can be customized anytime.
  • Configuration files in the mods-enabled/, conf-enabled/ and sites-enabled/ directories contain particular configuration snippets which manage modules, global configuration fragments, or virtual host configurations, respectively.
  • They are activated by symlinking available configuration files from their respective *-available/ counterparts. These should be managed by using our helpers a2enmod, a2dismod, a2ensite, a2dissite, and a2enconf, a2disconf . See their respective man pages for detailed information.
  • The binary is called apache2. Due to the use of environment variables, in the default configuration, apache2 needs to be started/stopped with /etc/init.d/apache2 or apache2ctl. Calling /usr/bin/apache2 directly will not work with the default configuration.
Document Roots

By default, Debian does not allow access through the web browser to any file apart of those located in /var/www, public_html directories (when enabled) and /usr/share (for web applications). If your site is using a web document root located elsewhere (such as in /srv) you may need to whitelist your document root directory in /etc/apache2/apache2.conf.

The default Debian document root is /var/www/html. You can make your own virtual hosts under /var/www. This is different to previous releases which provides better security out of the box.

Reporting Problems

Please use the reportbug tool to report bugs in the Apache2 package with Debian. However, check existing bug reports before reporting a new bug.

Please report bugs specific to modules (such as PHP and others) to respective packages, not to the web server itself.